Traduzione di Paragrafo 8, Libro 1 di Cicerone

Versione originale in latino


Atque his rerum praesensionibus Prognostica tua referta sunt. Quis igitur elicere causas praesensionum potest? Etsi video Boëthum Stoicum esse conatum, qui hactenus aliquid egit, ut earum rationem rerum explicaret, quae in mari caelove fierent. Illa vero cur eveniant, quis probabiliter dixerit?
[list]"Cana fulix itidem fugiens e gurgite ponti
nuntiat horribilis clamans instare procellas
haud modicos tremulo fundens e guttere cantus.
Saepe etiam pertriste canit de pectore carmen
et matutinis acredula vocibus instat,
vocibus instat et adsiduas iacit ore querellas,
cum primum gelidos rores aurora remittit;
fuscaque non numquam cursans per litora cornix
demersit caput et fluctum cervice recepit."[/list]

Traduzione all'italiano


Di questi presagi sono pieni i tuoi Prognostici. Ebbene, chi potrebbe scoprire le cause dei presagi? Vero è che lo ha tentato, a quel che vedo, lo stoico Boeto, il quale riuscì in parte a spiegare i fenomeni marini e celesti. Ma chi saprebbe dire con qualche probabilità perché avvengano questi altri fatti?
[list]"Del pari la grigia fòlaga, fuggendo dal gorgo profondo del mare, col suo grido annunzia che incombono orribili tempeste, ed effonde dalla tremula gola alte voci. Spesso anche l'acrèdula fa sgorgare dal petto una nenia tristissima e persiste nel suo canto mattutino: persiste nel suo canto e lancia dalla bocca continui lamenti, appena l'aurora fa cadere la fredda rugiada. E non di rado la nera cornacchia, scorrazzando per la spiaggia, immerge la testa e fa spruzzare i flutti sul collo."[/list]

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