Traduzione di Paragrafo 53, Libro 1 di Cicerone

Versione originale in latino


Eademque efficit in avibus divina mens, ut tum huc, tum illuc volent alites, tum in hac, tum in illa parte se occultent, tum a dextra, tum a sinistra parte canant oscines. Nam si animal omne, ut vult, ita utitur motu sui corporis, prono, obliquo, supino, membraque quocumque vult flectit, contorquet, porrigit, contrabit eaque ante efficit paene quam cogitat, quanto id deo est facilius, cuius numini parent omnia! Idemque mittit et signa nobis eius generis qualia permulta historia tradidit, quale scriptum illud videmus: si luna paulo ante solis ortum defecisset in signo Leonis, fore ut armis Dareus et Persae ab Alexandro et Macedonibus [proelio] vincerentur Dareusque moreretur; et si puella nata biceps esset, seditionem in populo fore, corruptelam et adulterium domi; et si mulier leonem peperisse visa esset, fore, ut ab exteris gentibus vinceretur ea res publica, in qua id contigisset. Eiusdem generis etiam illud est quod scribit Herodotus, Croesi filium, cum esset infans, locutum; quo ostento regnum patris et domum funditus concidisse. Caput arsisse Servio Tullio dormienti quae historia non prodidit? Ut igitur qui se tradidit quieti praeparato animo cum bonis, cogitationibus, tum rebus ad tranquillitatem adcommodatis, certa et vera cernit in somnis, sic castus animus purusque vigilantis et ad astrorum et ad avium reliquorumque signorum et ad extorum veritatem est paratior.

Traduzione all'italiano


E lo spirito divino produce analoghi effetti sugli uccelli, in modo che gli "alati" volino ora in una direzione ora in un'altra, si nascondano ora in un luogo ora in un altro, e gli "uccelli profetici" cantino ora da destra ora da sinistra. Ché se ogni animale muove il proprio corpo a suo piacimento, mettendosi ora prono, ora di fianco, ora supino, e piega, contorce, stende, contrae le membra in ogni direzione da lui voluta, e spesso esegue questi movimenti, si può dire, prima ancora di averci pensato, quanto più facile dev'essere ciò alla divinità, al cui volere tutto obbedisce! È anche la divinità quella che ci invia quei segni che in grandissimo numero ci tramanda la storia. Ad esempio leggiamo profezie come queste: se la luna avesse avuto un'eclissi poco prima che il sole sorgesse nella costellazione del Leone, Dario e i persiani sarebbero stati sconfitti in guerra da Alessandro coi suoi macedoni e Dario sarebbe morto; se fosse nata una bambina con due teste, vi sarebbero state sommosse popolari, corruzioni e adulteri nelle famiglie; se una donna avesse sognato di partorire un leone, lo Stato in cui ciò fosse avvenuto avrebbe subìto una sconfitta da un popolo straniero. Dello stesso tipo è anche il fatto narrato da Erodoto, che il figlio di Creso si mise a parlare mentre prima era muto: per il qual prodigio il regno di suo padre e la dinastia andarono del tutto in rovina. Che a Servio Tullio, mentre dormiva, brillò una fiamma sulla testa, quale storia non lo racconta? Come, dunque, chi si abbandona al sonno con animo ben preparato sia da buoni pensieri, sia da cibi che predispongono alla tranquillità, vede in sogno cose certe e vere, così l'anima di chi, nella veglia, si mantiene casto e puro è meglio disposta a cogliere la verità insita negli astri, nel volo degli uccelli e negli altri segni, nonché nelle viscere degli animali.