Traduzione di Paragrafo 33, Libro 1 di Cicerone

Versione originale in latino


Quae vero aut coniectura explicantur aut eventis animadversa ac notata sunt, ea genera divinandi, ut supra dixi, non naturale, sed artificiosa dicuntur; in quo haruspices, augures coniectoresque numerantur. Haec inprobantur a Peripateticis, a Stoicis defenduntur. Quorum alia sunt posata in monumentis et disciplina, quod Etruscorum declarant, et haruspicini et fulgurales et rituales libri, vestri etiam augurales; alia autem subito ex tempore coniectura explicantur, ut apud Homerum Calchas, qui ex passerum numero belli Troiani annos auguratus est, et ut in Sullae scriptum historia videmus, quod te inspectante factum est, ut, cum ille in agro Nolano immolaret ante praetorium, ab infima ara subito anguis emergeret, cum quidem C. Postumius haruspex oraret illum, ut in expeditionem exercitum educeret; id cum Sulla fecisset, tum ante oppidum Nolam florentissuma Samnitium castra cepit. Facta coniectura etiam in Dionysio est, paulo ante quam regnare coepit; qui cum per agrum Leontinum iter faciens equum ipse demisisset in flumen, submersus equus voraginibus non exstitit; quem cum maxima contentione non potuisset extrahere, discessit, ut ait Philistus, aegre ferens. Cum autem aliquantum progressus esset, subito exaudivit hinnitum respexitque et equum alacrem laetus adspexit, cuius in iuba examen apium consederat. Quod ostentum babuit hanc vim, ut Dionysius paucis post diebus regnare coeperit.

Traduzione all'italiano


Quanto a quei segni profetici che vengono spiegati mediante interpretazione oppure risultano osservati e registrati in coincidenza con ciò che accade in séguito, essi, come ho detto sopra, vengono chiamati non naturali ma artificiali; in questo campo si annoverano gli arùspici, gli àuguri, gli altri interpreti. Questi generi di divinazione sono negati dai peripatetici, difesi dagli stoici. Alcuni sono basati sui documenti e sulla dottrina, quale è esposta nei libri aruspicini, fulgorali e rituali degli etruschi, nonché nei vostri libri augurali; altri invece vengono spiegati dagli indovini sull'istante, per interpretazione immediata, come in Omero Calcante, che dal numero dei passeri aveva predetto il numero degli anni della guerra di Troia, o come leggiamo nelle Memorie di Silla - e tu stesso fosti presente al fatto - : mentre egli nel territorio di Nola compiva un sacrificio dinanzi al pretorio, dal di sotto dell'altare sbucò all'improvviso un serpente, e allora l'arùspice Gaio Postumio lo esortò a muovere all'offensiva con l'esercito. Silla gli diede ascolto, e dinanzi alla città di Nola espugnò l'accampamento dei sanniti, ben fornito di armi e vettovaglie. Anche a proposito di Dionisio fu fatta una profezia poco prima che salisse al trono. Viaggiava per il territorio di Lentini e fece scendere in un fiume il suo cavallo; travolto dai gorghi, questo sprofondò nelle acque. Dionisio, dopo lunghi e vani sforzi di farlo venir su, si allontanò amareggiato, come narra Filisto. Ma dopo aver camminato per un poco, a un tratto udì un nitrito e si allietò vedendo il cavallo vivo e fremente, sulla cui criniera si era posato uno sciame d'api. L'effetto di questo prodigio fu che Dionisio divenne tiranno di Siracusa pochi giorni dopo.