Traduzione di Paragrafo 14, Libro 1 di Cicerone

Versione originale in latino


"At non numquam ea, quae praedicta sunt, minus eveniunt." Quae tandem id ars non habet? Earum dico artium, quae coniectura continentur et sunt opinabiles. An medicina ars non putanda est? Quam tamen multa fallunt. Quid? Gubernatores nonne falluntur? An Achivorum exercitus et tot navium rectores non ita profecti sunt ab Ilio, ut "profectione laeti piscium lasciviam intuerentur," ut ait Pacuvius, "nec tuendi satietas capere posset"?
[list]"Interea prope iam occidente sole inhorrescit mare,
tenebrae conduplicantur noctisque et nimbum occaecat nigror."[/list]
Num igitur tot clarissimorum ducum regumque naufragium sustulit artem gubernandi? Aut num imperatorum scientia nihil est, quia summus imperator nuper fugit amisso exercitu? Aut num propterea nulla est rei publicae gerendae ratio atque prudente, quia multa Cn. Pompeium, quaedam M. Catonem, non nulla etiam te ipsum fefellerunt? Similis est haruspicum responsio omnisque opinabilis divinatio; coniectura enim nititur, ultra quam progredi non potest. Ea fallit fortasse non numquam, sed tamen ad veritatem saepissime dirigit; est enim ab omni aeternitate repetita, in qua, cum paene innumerabiliter res eodem modo evenirent isdem signis antegressis, ars est effecta eadem saepe animadvertendo ac notando.

Traduzione all'italiano


"Ma," si obietta, "talvolta cose che sono state predette non accadono." Rispondo: "Quale arte è immune da questa eventualità?" Mi riferisco, s'intende, a quelle arti che si basano su congetture e sono opinabili. Forse non si deve considerare come un'arte la medicina? Eppure in molti casi cade in errore. E quelli che guidano le navi, non sbagliano mai? Non accadde forse che le truppe achee, con tanti comandanti di navi, ripartissero da Ilio "guardando, lieti per la partenza, i pesci guizzanti in mare," come dice Pacuvio, "né venissero presi da sazietà di godersi lo spettacolo?".
[list]Ma "frattanto, quando il sole già sta per calare, il mare incomincia ad agitarsi, il buio si raddoppia, il nero della notte e quello dei nembi acciecano lo sguardo..."[/list]
Dunque il naufragio di tanti famosissimi condottieri e sovrani ha tolto ogni credito all'arte di pilotare le navi? Oppure l'arte militare non val niente, per il fatto che poco tempo fa un comandante supremo è fuggito lasciando l'esercito sconfitto? O la capacità e l'avvedutezza nel governare lo Stato non esistono, perché in molti errori incorse Gneo Pompeo, in parecchi Marco Catone, in qualcuno anche tu? Uguale è il caso dei responsi degli arùspici, e ogni genere di divinazione è opinabile: si basano su congetture, oltre le quali non è possibile spingersi. Può darsi che talvolta la congettura sia ingannevole, ma spessissimo conduce alla verità: il suo inizio, difatti, si perde nella notte dei tempi, e siccome innumerevoli volte, dopo che si erano manifestati gli stessi presagi, accadevano quasi sempre gli stessi eventi, si è costituita l'arte divinatoria con l'osservare e col registrare più volte le stesse cose.