Cicerone - Commentariolum petitionis - 8

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Commentariolum petitionis, 8.

Versione originale in latino


Quam ob rem omnis centurias multis et variis amicitiis cura ut confirmatas habeas. Et primum, id quod ante oculos est, senatores equitesque Romanos, ceterorum ordinum omnium navos homines et gratiosos complectere. Multi homines urbani industrii, multi libertini in foro gratiosi navique versantur; quos per te, quos per communis amicos poteris, summa cura ut cupidi tui sint elaborato, appetito, adlegato, summo beneficio te adfici ostendito. Deinde habeto rationem urbis totius, conlegiorum omnium, pagorum, vicinitatum; ex his principes ad amicitiam tuam si adiunxeris, per eos reliquam multitudinem facile tenebis. Postea totam Italiam fac ut in animo ac memoria tributim discriptam comprensamque habeas, ne quod municipium, coloniam, praefecturam, locum denique Italiae ne quem esse patiare in quo non habeas firmamenti quod satis esse possit, perquiras et investiges homines ex omni regione, eos cognoscas, appetas, confirmes, cures ut in suis vicinitatibus tibi petant et tua causa quasi candidati sint. Volent te amicum, si suam a te amicitiam expeti videbunt; id ut intellegant, oratione ea quae ad eam rationem pertinet habenda consequere. Homines municipales ac rusticani, si nomine nobis noti sunt, in amicitia se esse arbitrantur; si vero etiam praesidi se aliquid sibi constituere putant, non amittunt occasionem promerendi. Hos ceteri et maxime tui competitores ne norunt quidem, tu et nosti et facile cognosces, sine quo amicitia esse non potest. Neque id tamen satis est, tametsi magnum est, si non sequitur spes utilitatis atque ne nomenclator solum sed amicus etiam bonus esse videare. Ita cum et hos ipsos, propter suam ambitionem qui apud tribulis suos plurimum gratia possunt, studiosos in centuriis habebis et ceteros qui apud aliquam partem tribulium propter municipi aut vicinitatis aut conlegi rationem valent cupidos tui constitueris, in optima spe esse debebis. Iam equitum centuriae multo facilius mihi diligentia posse teneri videntur: primum oportet cognosci equites (pauci enim sunt), deinde appeti (multo enim facilius illa adulescentulorum ad amicitiam aetas adiungitur). Deinde habes tecum ex iuventute optimum quemque et studiosissimum humanitatis; tum autem, quod equester ordo tuus est, sequentur illi auctoritatem ordinis, si abs te adhibebitur ea diligentia ut non ordinis solum voluntate sed etiam singulorum amicitiis eas centurias confirmatas habeas. Nam studia adulescentulorum in suffragando, in obeundo, in nuntiando, in adsectando mirifice et magna et honesta sunt.

Traduzione all'italiano


Procura perciò che ti sia assicurato, con molte e svariate amicizie, l'appoggio di tutte le centurie. Ed in primo luogo, cosa evidente, tu devi darti cura dei senatori e dei cavalieri romani e, per quanto riguarda tutti gli altri ordini, delle persone attive ed influenti. Molti cittadini sono capaci di darsi da fare, molti affrancati hanno influenza nel foro e possono aiutarti attivamente. Quelli che tu potrai raggiungere sia da solo sia per mezzo di amici comuni, fa' sì , con la massima attenzione, che diventino tuoi accaniti sostenitori, va' da loro, invia loro dei messi, mostra loro che i servigi che ti accordano sono di grandissimo valore. In seguito interessati dell'intera città, di tutti i collegi, dei distretti, dei quartieri; se saprai accattivarti l'amicizia dei loro principali rappresentanti, potrai, tramite loro, conquistare con facilità la massa restante. Poi cerca di tenere l'intera Italia, divisa tribù per tribù, presente nel tuo animo e nella tua memoria, in modo da non permettere che esista un municipio, una colonia, una prefettura, un luogo infine dell'Italia in cui tu non abbia un appoggio sufficiente; ricerca e scopri uomini in ogni regione, conoscili, va' a trovarli, assicurati la loro fedeltà, preoccupati che ti appoggino nella campagna elettorale presso quanti sono loro vicini, e siano quasi candidati per tuo conto. Essi desidereranno la tua amicizia se vedranno che tu desideri la loro; riuscirai a far capire loro questo, tenendo un linguaggio adeguato. Gli abitanti dei municipi e della campagna ritengono di esser nostri amici pur essendoci noti solo di nome; ma se ritengono di crearsi anche una qualche difesa, non perdono l'occasione di acquistar merito. Gli altri candidati, e specialmente i tuoi concorrenti, non 1i conoscono neppure; tu invece non li ignori e facilmente li conoscerai: condizione indispensabíle per 1'amicizia. Né ciò è sufficiente, pur essendo importante, se non ne consegue la speranza di un'amicizia che rechi vantaggi, affinché tu non appaia soltanto un semplice schiavo nomenclatore, ma anche un buon amico. Così, quando avrai ottenuto l'appoggio nelle centurie di questi stessi, che per la loro ambizione hanno acquistato una grande influenza presso i cittadini della loro tribù, e quando ti sarai assicurato la simpatia degli altri, che hanno un qualche potere su una parte della loro tribù a causa della loro posizione nel municipio, nel quartiere o nel collegio, dovrai nutrire la massima speranza. Mi sembra che si possa molto più facilmente avere l'appoggio delle centurie dei cavalieri prendendosene cura. In primo luogo è necessario che si conoscano i cavalieri (perché essi sono pochi), in secondo luogo che si faccia loro visita (infatti la loro età gìovanile li fa molto più facilmente unire con i vincoli dell'amicizia); hai poi con te, tra i giovani, tutti i migliori e tutti quelli che nutrono più passione per la cultura. Inoltre, poichè tu appartieni all'ordine equestre, essi seguiranno la volontà del loro ordine, se tu avrai cura di basare l'attaccamento di quelle centurie non solo sulla propensione favorevole dell'ordine equestre, ma anche su amicizie particolari. Lo zelo dei giovani nel procurar voti, nel far visita agli elettori, nel portare in giro le notizie, nell'accompagnare il candidato, è grande ed anche motivo di orgoglio straordinario.