Cicerone - Commentariolum petitionis - 5

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Commentariolum petitionis, 5.

Versione originale in latino


Et petitio magistratuum divisa est in duarum rationum diligentiam, quarum altera in amicorum studiis, altera in populari voluntate ponenda est. Amicorum studia beneficiis et officiis et vetustate et facilitate ac iucunditate naturae parta esse oportet. Sed hoc nomen amicorum in petitione latius patet quam in cetera vita; quisquis est enim qui ostendat aliquid in te voluntatis, qui colat, qui domum ventitet, is in amicorum numero est habendus. Sed tamen qui sunt amici ex causa iustiore cognationis aut adfinitatis aut sodalitatis aut alicuius necessitudinis, iis carum et iucundum esse maxime prodest. Deinde ut quisque est intimus ac maxime domesticus, ut is amet et quam amplissimum esse te cupiat valde elaborandum est, tum ut tribules, ut vicini, ut clientes, ut denique liberti, postremo etiam servi tui; nam fere omnis sermo ad forensem famam a domesticis emanat auctoribus. Deinde sunt instituendi cuiusque generis amici: ad speciem, homines inlustres honore ac nomine (qui, etiam si suffragandi studia non navant, tamen adferunt petitori aliquid dignitatis); ad ius obtinendum, magistratus (ex quibus maxime consules, deinde tribuni pl.); ad conficiendas centurias, homines excellenti gratia. Qui abs te tribum aut centuriam aut aliquod beneficium aut habeant aut ut habeant sperent, eos prorsus magno opere et compara et confirma; nam per hos annos homines ambitiosi vehementer omni studio atque opera elaborarunt ut possent a tribulibus suis ea quae peterent impetrare; hos tu homines, quibuscumque poteris rationibus, ut ex animo atque [ex illa] summa voluntate tui studiosi sint elaborato. Quod si satis grati homines essent, haec tibi omnia parata esse debebant, sicuti parata esse confido. Nam hoc biennio quattuor sodalitates hominum ad ambitionem gratiosissimorum tibi obligasti, C. Fundani, Q. Galli, C. Corneli, C. Orchivi; horum in causis ad te deferendis quid tibi eorum sodales receperint et confirmarint scio, nam interfui; qua re hoc tibi faciendum est, hoc tempore ut ab his quod debent exigas saepe commonendo, rogando, confirmando, curando ut intellegant nullum se umquam aliud tempus habituros referendae gratiae; profecto homines et spe reliquorum tuorum officiorum et[iam] recentibus beneficiis ad studium navandumn excitabuntur. Et omnino, quoniam eo genere amicitiarum petitio tua maxime munita est quod ex causarum defensionibus adeptus es, fac ut plane iis omnibus quos devinctos tenes discriptum ac dispositum suum cuique munus sit; et quem ad modum nemini illorum molestus nulla in re umquam fuisti, sic cura ut intellegant omnia te quae ab illis tibi deberi putaris ad hoc tempus reservasse.

Traduzione all'italiano


L'aspirazione alle cariche civili comporta due tipi d'attività; l'uno consiste nell'assicurarsi la benevolenza degli amici, l'altro nell'assicurarsi il favore popolare. Bisogna che la buona propensione degli amici sia originata da benemerenze, da sentimenti di stima, da antichità di rapporti, da affabilità ed amabilità di carattere. Ma il nome di amici, quando si è candidati, ha un valore più ampio che nel resto della vita. Infatti, chiunque mostri una qualche simpatia nei tuoi confronti, chiunque ti ossequi, o venga spesso a casa tua, deve essere posto nel novero degli amici; tuttavia è un grandissimo vantaggio l'esser cari e graditi a quanti ci sono amici per motivi più autentici di parentela, o di affinità, o di associazione, o di qualche altro legame. Successivamente, quanto più un uomo ti è intimamente legato e più è di casa, tanto più bisogna che tu ti adoperi anzitutto perché egli ti voglia bene e desideri che tu raggiunga le più alte cariche; e poi perchè lo facciano quelli della tua tribù, i tuoi vicini, i tuoi clienti, i tuoi liberti ed infine anche i tuoi schiavi. Infatti generalmente tutto quanto costituisce la nostra pubblica stima deriva dai nostri familiari. Poi bisogna crearsi amici di ogni tipo: per l'apparenza, uomini illustri per cariche e per nome, i quali, anche se non si danno premura di raccomandare il candidato, gli conferiscono tuttavia un certo decoro; per avere l'appoggio della legge, magistrati, e tra essi prin cipalmente i consoli e poi i tribuni della plebe; per ottenere il voto delle centurie, uomini che godono di un favore considerevole. Quanti hanno o sperano di avere per merito tuo i voti di una tribù, o di una centuria, o un qualche favore, tu devi in modo particolare accaparrarteli e tenerteli vicini. Durante questi anni, infatti, uomini avidi di onori si sono dati da fare con tutte le loro forze per ottenere dai cittadini della loro tribù tutto ciò che essi chiedevano. Cerca, con tutti i mezzi possibili, che questi uomini ti siano affezionati con tutto il loro animo e con la massima sincerità. Ché se gli uomini fossero sufficientemente riconoscenti, tutto ciò dovrebbe essere per te a portata di mano, come io confido che lo sia. Infatti in questi due anni ti sei legato a quattro associazioni. di cui fanno parte uomini assai influenti nell'ambito elettorale, Gaio Pundanio, Quinto Gallio, Gaio Cornelio, Gaio Archivio. Quali condizioni i rappresentanti delle loro associazioni abbiano accettato e sottoscritto nell'affidarti la causa di questi personaggi, io le conosco, essendomi trovato presente. Pertanto tu devi adoperarti per esigere presentemente da loro ciò di cui ti sono debitori, ammonendoli, pregandoli, incoraggiandoli, facendo in modo che capiscano che non avranno più un'altra occasione di dimostrarti la loro gratitudine. Indubbiamente la speranza di altri servigi da parte tua, unita ai favori che di recente hai loro accordato, sarà loro di stimolo a dedicarsi a te con zelo. E poiché indubbiamente rappresentano il massimo sostegno della tua candidatura le amicizie di tal genere, che tu ti sei procurato patrocinando cause, fa' in modo che a ciascuno di coloro che ti sono obbligati sia assegnato un compito preciso e ben definito. E, come tu non hai mai dato loro fastidio in alcuna occasione, così procura che comprendano come tu abbia riservato per questa occasione tutto quello che, secondo te, essi ti debbono.