Cicerone - Commentariolum petitionis - 10

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Commentariolum petitionis, 10.

Versione originale in latino


Et quoniam in amicorum studiis haec omnis oratio versatur, qui locus in hoc genere cavendus sit praetermittendum non videtur. Fraudis atque insidiarum et perfidiae plena sunt omnia. Non est huius temporis perpetua illa de hoc genere disputatio, quibus rebus benevolus et simulator diiudicari possit; tantum est huius temporis admonere. Summa tua virtus eosdem homines et simulare tibi se esse amicos et invidere coegit. Quam ob rem Epicharmeion illud teneto, nervos atque artus esse sapientiae non temere credere, et, cum tuorum amicorum studia constitueris, tum etiam obtrectatorum atque adversariorum rationes et genera cognoscito. Haec tria sunt: unum quos laesisti, alterum qui sine causa non amant, tertium qui competitorum valde amici sunt. Quos laesisti, cum contra eos pro amico diceres, iis te plane purgato, necessitudines commemorato, in spem adducito te in eorum rebus, si se in amicitiam contulerint, pari studio atque officio futurum. Qui sine causa non amant, eos aut beneficio aut spe aut significando tuo erga illos studio dato operam ut de illa animi pravitate deducas. Quorum voluntas erit abs te propter competitorum amicitias alienior, iis quoque eadem inservito ratione qua superioribus et, si probare poteris, te in eos ipsos competitores tuos benevolo esse animo ostendito.

Traduzione all'italiano


Poiché questo mio discorso si svolge completamente intorno alla devozione deglí amici, non mi sembra di dover tralasciare quanto in una tale questione richiede cautela: ovunque si trovano inganni, tranelli, perfidia. Qui è fuori luogo l'eterna discussione sugli indizi che permettono di distinguere l'amico affettuoso ed il falso amico; basta qui soltanto metterti in guardia. I tuoi grandissimi meriti hanno spinto uomini a fingere di esserti amici e nello stesso tempo a provare invidia nei tuoi confronti. Ricordati perciò di quel ben noto detto di Epicarmo, che i nervi e le articolazioni della saggezza consistono nel non fidarsi alla leggera e, dopo esserti assicurato l'interessamento dei tuoi amici, chiedi anche notizie delle ragioni e delle caratteristiche dei calunniatori e degli avversari. Ne esistono tre tipi: Il primo, costituito da quelli che tu hai danneggiato, il secondo, da quelli che non ti sono amici senza motivo, il terzo, da quelli che sono intimi amici degli altri concorrenti. Per quanto riguarda quelli che hai danneggiato pronunciando un'orazione contro di loro per difendere un amico, scusati con loro chiaramente. Ricorda gli obblighi dell'amicizia, portali a sperare che tu ti occuperai con uguale zelo servizievole dei loro affari, se ti diverranno amici. Per quanto concerne quelli che non ti sono amici senza motivo, procura di allontanarli da quel loro deprecabíle comportamento rendendo loro servigi, o infondendo loro speranza di servigi o manifestando il tuo interessamento nel loro confronti. Per quanto riguarda quelli che hanno una certa avversione nei tuoi confronti a causa della loro amicizia con i tuoi avversari, cerca di accattivarteli con lo stesso metodo dei precedenti, e se potrai farlo credere, mostra di avere un atteggiamento benevolo nei confronti di quegli stessi tuoi avversari.