Cicerone - Cato Maior de Senectute - 49

Versione originale in latino


At illa quanti sunt, animum, tamquam emeritis stipendiis libidinis, ambitionis, contentionis, inimicitiarum cupiditatum omnium, secum esse secumque, ut dicitur, vivere! Si vero habet aliquod tamquam pabulum studi atque doctrinae, nihil est otiosa senectute iucundius. Videbamus in studio dimetiendi paene caeli atque terrae C. Galum, familiarem patris tui, Scipio. Quotiens illum lux noctu aliquid describere ingressum, quotiens nox oppressit, cum mane coepisset! Quam delectabat eum defectiones solis et lunae multo ante nobis praedicere!

Traduzione all'italiano


Invece com'è prezioso per l'animo che ha preso congedo, per così dire, dal piacere dei sensi, dall'ambizione, dalle rivalità, dalle inimicizie, da tutte le passioni, starsene con se stesso e, come si dice, vivere con se stesso! Se poi trova, diciamo così, di che alimentarsi nello studio e nella cultura, niente è più piacevole di una vecchiaia libera da impegni. Vedevamo Caio Galo, amico di tuo padre, Scipione, struggersi nello sforzo di misurare quasi il cielo e la terra. Quante volte la luce del giorno lo sorprese a tracciare disegni iniziati di notte, quante volte la notte quando aveva iniziato al mattino! Come gli piaceva predirci con largo anticipo le eclissi di sole e di luna!