Cicerone - Brutus - 93

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 93.

Versione originale in latino


Quem fortasse vis non ingeni solum sed etiam animi et naturalis quidam dolor dicentem incendebat efficiebatque ut et incitata et gravis et vehemens esset oratio; dein cum otiosus stilum prehenderat motusque omnis animi tamquam ventus hominem defecerat, flaccescebat oratio. quod iis qui limatius dicendi consectantur genus accidere non solet, propterea quod prudentia numquam deficit oratorem, qua ille utens eodem modo possit et dicere et scribere; ardor animi non semper adest, isque cum consedit, omnis illa vis et quasi flamma oratoris exstinguitur.

Traduzione all'italiano


Quando parlava, forse lo infiammava una forza non solo dell'ingegno, ma anche dell'animo, e una naturale passionalità, facendo sì che il suo discorso fosse concitato, potente e impetuoso; poi, quando nella tranquillità prendeva lo stilo, e ogni moto dell'animo, come un vento, lo abbandonava, il suo stile si faceva fiacco. Ciò solitamente non accade a coloro che mirano a un genere di eloquenza più raffinato, poiché la perizia non abbandona mai l'oratore, e facendo ricorso a essa, egli è in grado di parlare e di scrivere nello stesso modo; invece l'ardore dell'animo non è sempre presente, e una volta che si è quietato, si estingue tutta quella forza, e per così dire quella fiamma dell'oratore.

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