Cicerone - Brutus - 88

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 88.

Versione originale in latino


Addebat etiam, idque ad rem pertinere putabat, scriptores illos male mulcatos exisse cum Galba; ex quo significabat illum non in agendo solum, sed etiam in meditando vehementem atque incensum fuisse. quid multa? magna exspectatione, plurumis audientibus, coram ipso Laelio sic illam causam tanta vi tantaque gravitate dixisse Galbam, ut nulla fere pars orationis silentio praeteriretur. itaque multis querelis multaque miseratione adhibita socios omnibus adprobantibus illa die quaestione liberatos esse.

Traduzione all'italiano


Rutilio aggiungeva anche, e la riteneva cosa non priva di importanza, che quegli scrivani avevano un'aria malconcia quando uscirono con Galba; ne traeva la conclusione che quell'uomo era impetuoso e ardente non solo quando doveva tenere un discorso, ma anche quando si trattava di prepararlo. Per farla breve, tra tanta attesa, di fronte a un pubblico molto numeroso, e alla presenza dello stesso Lelio, Galba difese quella causa con tanta energia e con tanta risolutezza, che praticamente nessuna parte del suo discorso mancò di suscitare acclamazioni. Così, grazie al suo insistente ricorso a lagnanze e ad accenti di commiserazione, i soci vennero quel giorno liberati da ogni addebito, in mezzo all'approvazione generale.

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