Cicerone - Brutus - 85

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 85.

Versione originale in latino


Erat omnino tum mos, ut in reliquis rebus melior, sic in hoc ipso humanior, ut faciles essent in suum cuique tribuendo. memoria teneo Smyrnae me ex P. Rutilio Rufo audisse, cum diceret adulescentulo se accidisse, ut ex senatus consulto P. Scipio et D. Brutus, ut opinor, consules de re atroci magnaque quaererent. nam cum in silva Sila facta caedes esset notique homines interfecti insimulareturque familia, partim etiam liberi societatis eius, quae picarias de P. Cornelio L. Mummio censoribus redemisset, decrevisse senatum, ut de ea re cognoscerent et statuerent consules.

Traduzione all'italiano


85 Infatti, parlando in generale, allora i costumi, oltre a essere migliori sotto ogni altro aspetto, in questo erano più generosi, che si era pronti a dare a ciascuno il suo. Mi ricordo di aver sentito raccontare a Smirne da Publio Rutilio Rufo un episodio avvenuto quand'egli era un giovinetto: per decreto del senato i consoli, mi pare Publio Scipione e Decimo Bruto dovettero istruire un processo su un delitto di grande efferatezza. Nella fo resta della Sila era stato compiuto un eccidio, nel quale erano stati uccisi alcuni personaggi molto noti; ne venivano incolpati gli schiavi, e anche alcuni uomini liberi, della società che dai censori Publio Cornelio e Lucio Mummio aveva avuto in appalto l'estrazione della pece; il senato stabilì che sull'avvenuto indagassero e giudicassero i consoli.

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