Cicerone - Brutus - 79

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 79.

Versione originale in latino


Erat isdem temporibus Ti. Gracchus P. f., qui bis consul et censor fuit, cuius est oratio Graeca apud Rhodios; quem civem cum gravem tum etiam eloquentem constat fuisse. P. etiam Scipionem Nasicam, qui est Corculum appellatus, qui item bis consul et censor fuit, habitum eloquentem aiunt, illius qui sacra acceperit filium; dicunt etiam L. Lentulum, qui cum C. Figulo consul fuit. Q. Nobiliorem M. f. iam patrio instituto deditum studio litterarum—qui etiam Q. Ennium, qui cum patre eius in Aetolia militaverat, civitate donavit, cum triumvir coloniam deduxisset—et T. Annium Luscum huius Q. Fulvi conlegam non indisertum dicunt fuisse.

Traduzione all'italiano


Visse nello stesso periodo Tiberio Gracco, figlio di Publio, che fu console per due volte, e censore; di lui vi è un discorso in greco, tenuto ai rodii; sappiamo che fu un cittadino autorevole, e anche eloquente. Si dice che venne ritenuto eloquente anche Publio Scipione Nasica, soprannominato Corculo - il figlio di colui che accolse in città i riti sacri -; egli fu parimenti console per due volte, e censore; lo stesso si dice di Lucio Lentulo, che fu console con Gaio Figulo. Di Quinto Nobiliore, figlio di Marco, dedito allo studio delle lettere secondo quel che già era stato l'indirizzo paterno - egli fece anzi dono della cittadinanza a Ennio, che aveva militato con suo padre in Etolia, quando si trovò a stanziare una colonia in veste di triumviro -, e di Tito Annio Lusco, collega di questo Quinto Fulvio, si dice che non fossero privi di facondia.

Trova ripetizioni online e lezioni private