Cicerone - Brutus - 62

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 62.

Versione originale in latino


Et hercules eae quidem exstant: ipsae enim familiae sua quasi ornamenta ac monumenta servabant et ad usum, si quis eiusdem generis occidisset, et ad memoriam laudum domesticarum et ad illustrandam nobilitatem suam. quamquam his laudationibus historia rerum nostrarum est facta mendosior. multa enim scripta sunt in eis quae facta non sunt: falsi triumphi, plures consulatus, genera etiam falsa et ad plebem transitiones, cum homines humiliores in alienum eiusdem nominis infunderentur genus; ut si ego me a M'. Tullio esse dicerem, qui patricius cum Ser. Sulpicio consul anno x post exactos reges fuit.

Traduzione all'italiano


E questi ci restano, diamine! Le famiglie stesse li conservavano quasi come titoli d'onore e come documenti, per farne uso in caso di morte di altri membri della stessa casata, per tramandare la memoria delle glorie familiari, e per dar lustro alla propria nobiltà. Tuttavia da questi elogi la nostra storia nazionale è stata alquanto alterata. Vi si trovano scritte molte cose mai accadute: trionfi falsi, un numero esagerato di consolati, anche genealogie false, e passaggi alla plebe, quando si riversavano personaggi di origine più umile in un'altra famiglia dallo stesso nome; come se io dicessi di discendere da Manio Tullio, patrizio che fu console con Servio Sulpicio dieci anni dopo la cacciata dei re.

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