Cicerone - Brutus - 48

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 48.

Versione originale in latino


Nam Lysiam primo profiteri solitum artem esse dicendi; deinde, quod Theodorus esset in arte subtilior, in orationibus autem ieiunior, orationes eum scribere aliis coepisse, artem removisse. similiter Isocraten primo artem dicendi esse negavisse, scribere autem aliis solitum orationes, quibus in iudiciis uterentur; sed cum ex eo, quia quasi committeret contra legem 'quo quis iudicio circumveniretur', saepe ipse in iudicium vocaretur, orationes aliis destitisse scribere totumque se ad artes componendas transtulisse.

Traduzione all'italiano


Lisia" -continua Aristotele - inizialmente si pronunciava in favore dell'esistenza di una teoria dell'eloquenza; in seguito, vedendo che Teodoro" era più penetrante nella teoria, ma più arido nella composizione di discorsi, incominciò a scrivere discorsi per altri, lasciando perdere la teoria. In simile maniera Isocrate avrebbe incominciato col negare l'esistenza di una teoria dell'eloquenza, e sarebbe stato solito scrivere, per altri, discorsi da utilizzare nei procedimenti giudiziari; ma vedendosi spesso citato in giudizio, come per avere infranto la legge contro il ricorso ad artifici illeciti di fronte ai tribunali," avrebbe smesso di scrivere discorsi per altri, e si sarebbe completamente dedicato alla composizione di trattati teorici.

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