Cicerone - Brutus - 46

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 46.

Versione originale in latino


Itaque, ait Aristoteles, cum sublatis in Sicilia tyrannis res privatae longo intervallo iudiciis repeterentur, tum primum, quod esset acuta illa gens et controversiae nata, artem et praecepta Siculos Coracem et Tisiam conscripsisse—nam antea neminem solitum via nec arte, sed accurate tamen et descripte plerosque dicere —; scriptasque fuisse et paratas a Protagora rerum illustrium disputationes, quae nunc communes appellantur loci.

Traduzione all'italiano


Dice pertanto Aristotele," che quando, abbattuti i tiranni in Sicilia,"' si ricominciò dopo lungo tempo a far valere davanti ai tribunali i diritti dei privati," allora per la prima volta - si trattava infatti di gente acuta, e con un gusto innato per le controversie" - i siculi Corace e Tisia scrissero manuali di retorica (in precedenza nessuno parlava in base a un metodo codificato, anche se i più lo facevano con accuratezza e in maniera ordinata); che a opera di Protagora" era stata approntata per iscritto la trattazione di argomenti notevoli, quelli che ora si chiamano luoghi comuni".

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