Cicerone - Brutus - 324

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 324.

Versione originale in latino


Maxume vero perspecta est utriusque nostrum exercitatio paulo ante quam perterritum armis hoc studium, Brute, nostrum conticuit subito et obmutuit: cum lege Pompeia ternis horis ad dicendum datis ad causas simillumas inter se vel potius easdem novi veniebamus cotidie. quibus quidem causis tu etiam, Brute, praesto fuisti complurisque et nobiscum et solus egisti, ut qui non satis diu vixerit Hortensius tamen hunc cursum confecerit: annis ante decem causas agere coepit quam tu es natus; idem quarto <et> sexagensumo anno, perpaucis ante mortem diebus, una tecum socerum tuum defendit Appium. dicendi autem genus quod fuerit in utroque, orationes utriusque etiam posteris nostris indicabunt.

Traduzione all'italiano


La perizia di ambedue noi dette le sue prove migliori, Bruto, pochissimo tempo prima che questa nostra attività, atterrita dalle armi, si zittisse e ammutolisse d'improvviso: la legge Pompeia aveva concesso un massimo di tre ore per parlare, e quelle che erano cause del tutto simili, o piuttosto sempre le stesse, noi andavamo a discuterle sapendoci rinnovare ogni giorno. A queste cause, del resto, anche tu, Bruto, hai preso parte, " e molte ne hai trattate insieme a me e da solo; così Ortensio, anche se non è vissuto tanto a lungo, tuttavia ha percorso fino in fondo il suo tragitto," in questo modo: iniziò a trattar cause dieci anni prima che tu nascessi;" e a sessantaquattro anni, solo pochi giorni prima della morte, ha difeso insieme a te tuo suocero Appio." Quali siano poi stati il suo e il mio genere di eloquenza, lo mostre ranno, anche ai posteri, le orazioni di ambedue noi.

Trova ripetizioni online e lezioni private
Amore e sessualità, quello che non sai sulla tua sicurezza

Lascia un messaggio ai conduttori Vai alla pagina TV