Cicerone - Brutus - 32

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 32.

Versione originale in latino


Exstitit igitur iam senibus illis quos paulo ante diximus Isocrates, cuius domus cunctae Graeciae quasi ludus quidam patuit atque officina dicendi; magnus orator et perfectus magister, quamquam forensi luce caruit intraque parietes aluit eam gloriam, quam nemo meo quidem iudicio est postea consecutus. is et ipse scripsit multa praeclare et docuit alios; et cum cetera melius quam superiores, tum primus intellexit etiam in soluta oratione, dum versum effugeres, modum tamen et numerum quendam oportere servari.

Traduzione all'italiano


Quando quelli, che abbiamo ricordato poco fa, erano ormai vecchi, fiorì dunque Isocrate," la cui casa si aprì a tutta la Grecia quasi come una scuola e un laboratorio di eloquenza; grande oratore e perfetto maestro, sebbene gli mancasse la luce del foro, ed egli nutrisse nel chiuso della sua casa quella gloria che, a mio parere, nessuno è in seguito riuscito a conseguire. Costui scrisse di suo molti discorsi eccellenti, e insegnò ad altri a farlo; migliore per tutto il resto di quanti lo avevano preceduto, fu tra l'altro il primo a comprendere che anche nella prosa - purché si eviti di fare dei versi - è tuttavia necessario osservare un certo ritmo e una certa cadenza.

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