Cicerone - Brutus - 318

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 318.

Versione originale in latino


Unum igitur annum, cum redissemus ex Asia, causas nobilis egimus, cum quaesturam nos, consulatum Cotta, aedilitatem peteret Hortensius. interim me quaestorem Siciliensis excepit annus, Cotta ex consulatu est profectus in Galliam, princeps et erat et habebatur Hortensius. cum autem anno post ex Sicilia me recepissem, iam videbatur illud in me, quicquid esset, esse perfectum et habere maturitatem quandam suam. nimis multa videor de me, ipse praesertim; sed omni huic sermoni propositum est, non ut ingenium et eloquentiam meam perspicias, unde longe absum, sed ut laborem et industriam.

Traduzione all'italiano


Dopo esser tornato dall'Asia, trattai dunque per un anno cause importanti: io ero candidato alla questura, Cotta al consolato, Ortensio all'edilità. Per il momento, ci fu l'anno che mi vide impegnato come questore in Sicifia," Cotta dopo il consolato partì per la Gallia, Ortensio era il primo e tale veniva considerato. Quando però l'anno dopo ritornai dalla Sicilia, le mie attitudini, quali che fossero, apparivano ormai essersi pienamente sviluppate, e aver raggiunto una loro maturità. Forse la faccio troppo lunga, tanto più che sono proprio io stesso a parlare di me; ma lo scopo di tutto questo discorso, è che tu possa renderti conto appieno non del mio talento e della mia eloquenza - sono ben lontano da quest'intenzione -, ma dei miei sforzi e del mio impegno.

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