Cicerone - Brutus - 301

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 301.

Versione originale in latino


Hortensius igitur cum admodum adulescens orsus esset in foro dicere, celeriter ad maiores causas adhiberi coeptus est; <et> quamquam inciderat in Cottae et Sulpici aetatem, qui annis decem maiores <erant>, excellente tum Crasso et Antonio, dein Philippo, post Iulio, cum his ipsis dicendi gloria comparabatur. primum memoria tanta, quantam in nullo cognovisse me arbitror, ut quae secum commentatus esset, ea sine scripto verbis eisdem redderet, quibus cogitavisset. hoc adiumento ille tanto sic utebatur, ut sua et commentata et scripta et nullo referente omnia adversariorum dicta meminisset.

Traduzione all'italiano


Ortensio dunque, dopo aver preso a parlare nel foro quand'era ancora parecchio giovane, presto cominciò a vedersi affidare cause molto importanti. E sebbene si fosse trovato a vivere nell'età di Cotta e di Sulpicio, che erano di dieci anni più anziani di lui, e primeggiassero allora Crasso e Antonio, poi Filippo, poi Giulio, proprio a loro lo si paragonava per gloria d'eloquenza. In primo luogo aveva una memoria eccezionale, quale credo di non aver riscontrato in nessun altro: al punto che quanto aveva elaborato dentro di sé, senza far ricorso allo scritto riusciva a ripeterlo con le stesse parole con le quali l'aveva concepito. Di questa sua importantissima prerogativa si avvaleva in modo da ricordare quanto aveva elaborato e scritto, e - senza bisogno che alcuno ne prendesse nota per riferirglielo tutto quanto era stato detto dai suoi avversari.

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