Cicerone - Brutus - 281

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 281.

Versione originale in latino


Hoc modo, inquam. cum honos sit praemium virtutis iudicio studioque civium delatum ad aliquem, qui eum sententiis, qui suffragiis adeptus est, is mihi et honestus et honoratus videtur. qui autem occasione aliqua etiam invitis suis civibus nactus est imperium, ut ille cupiebat, hunc nomen honoris adeptum, non honorem puto. quae si ille audire voluisset, maxuma cum gratia et gloria ad summam amplitudinem pervenisset, ascendens gradibus magistratuum, ut pater eius fecerat, ut reliqui clariores viri. quae quidem etiam cum P. Crasso M. f., <cum> initio aetatis ad amicitiam se meam contulisset, saepe egisse me arbitror, cum eum vementer hortarer, ut eam laudis viam rectissimam esse duceret, quam maiores eius ei tritam reliquissent.

Traduzione all'italiano


"In questo modo" dissi. "L'onore di una magistratura è un premio al valore di una persona, conferito in base al giudizio e al favore dei cittadini: chi lo consegue grazie alla loro propaganda e al loro suffragio, lo considero onorevole e onorato. Chi invece, sfruttando una qualche opportunità, anche contro la volontà dei suoi concittadini, riesce a metter le mani sul potere, com'egli desiderava, costui ottiene solo l'onore di un nome, non l'onore vero di una magistratura."' Se avesse voluto dare ascolto a questi principi, sarebbe arrivato alle posizioni più eminenti godendo del più grande credito e della gloria più grande, salendo gradualmente attraverso le magistrature, come avevano fatto suo padre e tutti gli altri personaggi di maggiore rilievo. Di questi argomenti credo di aver spesso trattato anche con Publio Crasso figlio di Marco, quando nella prima gioventù si era accostato alla mia amicizia: lo esortavo calorosamente a considerare come la più retta via alla gloria quella che i suoi antenati gli avevano lasciato col cammino segnato dai loro passi.

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