Cicerone - Brutus - 278

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 278.

Versione originale in latino


'Tu istuc, M. Calidi, nisi fingeres, sic ageres? praesertim cum ista eloquentia alienorum hominum pericula defendere acerrume soleas, tuum neglegeres? ubi dolor, ubi ardor animi, qui etiam ex infantium ingeniis elicere voces et querelas solet? nulla perturbatio animi, nulla corporis, frons non percussa, non femur; pedis, quod minimum est, nulla supplosio. itaque tantum afuit ut inflammares nostros animos, somnum isto loco vix tenebamus.' sic nos summi oratoris vel sanitate vel vitio pro argumento ad diluendum crimen usi sumus.

Traduzione all'italiano


"Tu, Marco Calidio, se questa faccenda non fosse tutta una tua invenzione, parleresti così? Proprio tu, che con l'eloquenza che hai sei avvezzo a scongiurare con tanta energia i pericoli di gente che ti è estranea, davanti a uno tuo proprio"' rimarresti indifferente? Dov'è l'emozione? Dove il fuoco dell'animo, che anche a chi non ha la facoltà della parola è solito strappare voci e gemiti dal fondo del cuore? Il tuo animo non era agitato, e neppure il tuo corpo: nessun colpo sulla fronte, né sulla coscia, nemmeno, che è ben piccola cosa, un battito del piede. Perciò tanto c'è mancato a che tu riuscissi a infiammarci l'animo: a codesto punto, riuscivamo a stento a trattenere il sonno." In tal modo, di questa peculiarità di quel sommo oratore, sanità di gusto o difetto che fosse, io mi avvalsi per smontare la sua accusa. "

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