Cicerone - Brutus - 276

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 276.

Versione originale in latino


Accedebat ordo rerum plenus artis, actio liberalis totumque dicendi placidum et sanum genus. quod si est optumum suaviter dicere, nihil est quod melius hoc quaerendum putes. sed cum a nobis paulo ante dictum sit tria videri esse quae orator efficere deberet, ut doceret, ut delectaret, ut moveret, duo summe tenuit, ut et rem inlustraret disserendo et animos eorum qui audirent devinciret voluptate; aberat tertia illa laus, qua permoveret atque incitaret animos, quam plurumum pollere diximus; nec erat ulla vis atque contentio: sive consilio, quod eos quorum altior oratio actioque esset ardentior furere et bacchari arbitraretur, sive quod natura non esset ita factus sive quod non consuesset sive quod non posset. hoc unum illi, si nihil utilitatis habebat, afuit; si opus erat, defuit.

Traduzione all'italiano


A ciò si aggiungeva una disposizione molto studiata degli argomenti, un'azione oratoria dalla signorile eleganza, e un'eloquenza nell'insieme placida e di buon gusto. Se la perfezione consiste nel parlare in maniera gradevole, non c'è da pensare di poter trovare di meglio di lui. Ma poco fa ho detto che, secondo me, tre sono i risultati che l'oratore deve ottenere - cioè di informare, di dilettare, di suscitare forti emozioni -: ora, per due di queste cose egli aveva un talento eccellente, cioè per delucidare una materia tramite la discussione, e per tenere avvinti gli animi degli ascoltatori col godimento che loro procurava; gli mancava la terza qualità, quella che consiste nello smuovere e nell'eccitare gli animi: ed è questa, come ho detto, che conta più di tutto. E in lui non c'era neanche vigore, né impeto: vuoi di proposito, perché convinto che quanti avevano una qualche elevatezza di stile e un po' di ardore nell'azione si comportassero come dei pazzi furiosi, o fossero in preda a un delirio da baccanti; vuoi che la sua natura non fosse fatta per una cosa del genere, vuoi che gliene mancasse la consuetudine, vuoi che proprio non gli fosse possibile. Questo soltanto, se si trattava di una cosa del tutto inutile, egli non l'ebbe; ovvero, se si trattava di una qualità indispensabile, gli fece difetto.

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