Cicerone - Brutus - 270

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 270.

Versione originale in latino


Non, inquam, ego istuc ignoro, Pomponi, multos fuisse, qui verbum numquam in publico fecissent, quom melius aliquanto possent quam isti oratores, quos colligo, dicere; sed his commemorandis etiam illud adsequor, ut intellegatis primum ex omni numero q uam non multi ausi sint dicere, deinde ex iis ipsis quam pauci fuerint laude digni.

Traduzione all'italiano


"Io, Pomponio," dissi "certo non ignoro che vi sono stati parecchi che in pubblico non hanno mai aperto bocca, pur essendo in grado di parlare notevolmente meglio di questi oratori che sto elencando; ma, rammentando costoro, ottengo anche quello scopo che ho detto: che voi possiate rendervi conto, in primo luogo, di come, con tutta la gente che c'è, non siano stati molti quelli che hanno avuto il coraggio di parlare in pubblico; e in secondo luogo, anche tra questi, di quanti pochi siano stati meritevoli di lode.

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