Cicerone - Brutus - 266

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 266.

Versione originale in latino


Tum Brutus Torquati et Triari mentione commotus—utrumque enim eorum admodum dilexerat —: ne ego, inquit, ut omittam cetera quae sunt innumerabilia, de istis duobus cum cogito, doleo nihil tuam perpetuam auctoritatem de pace valuisse. nam nec istos excellentis viros nec multos alios praestantis civis res publica perdidisset. Sileamus, inquam, Brute, de istis, ne augeamus dolorem. nam et praeteritorum recordatio est acerba et acerbior exspectatio reliquorum. itaque omittamus lugere et tantum quid quisque dicendo potuerit, quoniam id quaerimus, praedicemus.

Traduzione all'italiano


Allora Bruto, commosso dalla menzione di Torquato e di Triario (ad ambedue aveva infatti voluto assai bene): "Ah! Io," disse "per non parlar delle altre, innumerevoli pene, quando penso a codesti due mi rammarico che a niente siano valsi i tuoi continui interventi in pro della pace. Lo stato non avrebbe perduto né questi uomini eccelsi, né tanti altri eminenti cittadini". "Non parliamo di questi argomenti, Bruto," dissi "per non accrescere il nostro dolore. Infatti è amaro il ricordo del Passato, e ancora più amara l'attesa dei resto che deve venire. Perciò smettiamo di piangere, e accontentiamoci di mettere in evidenza le qualità dei singoli oratori, giacché è questo l'oggetto della nostra indagine.

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