Cicerone - Brutus - 263

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 263.

Versione originale in latino


C. Sicinius igitur Q. Pompei illius, qui censor fuit, ex filia nepos quaestorius mortuus est; probabilis orator, iam vero etiam probatus, ex hac inopi ad ornandum, sed ad inveniendum expedita Hermagorae disciplina. ea dat rationes certas et praecepta dicendi; quae si minorem habent apparatum—sunt enim exilia —, tamen habent ordinem et quasdam errare in dicendo non patientes vias. has ille tenens et paratus ad causas veniens, verborum non egens, ipsa illa comparatione disciplinaque dicendi iam in patronorum numerum pervenerat.

Traduzione all'italiano


Gaio Sicinio,"' dunque, nipote per parte di madre di quel Quinto Pompeo che fu censore, morì dopo aver rivestito la questura; fu un oratore apprezzabile, anzi anche apprezzato: un prodotto del metodo di Ermagorache non fornisce gli strumenti per l'ornamentazione retorica, ma costituisce una comoda guida all'invenzione. Questo metodo provvede di norme precise, e di precetti per l'oratoria; questi, anche se hanno ben scarsa magnificenza di apparato, aridi come sono, hanno tuttavia un ordine, e tracciano vie che non permettono all'oratore di smarrirsi. Quegli, seguendo tali vie, presentandosi alle cause ben preparato, e non mancando di facilità di parola, proprio grazie alla preparazione fornita da questo metodo era già entrato nel numero degli avvocati.

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