Cicerone - Brutus - 262

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 262.

Versione originale in latino


Tum Brutus: orationes quidem eius mihi vehementer probantur. compluris autem legi; atque etiam commentarios quosdam scripsit rerum suarum. Valde quidem, inquam, probandos; nudi enim sunt, recti et venusti, omni ornatu orationis tamquam veste detracta. sed dum voluit alios habere parata, unde sumerent qui vellent scribere historiam, ineptis gratum fortasse fecit, qui volent illa calamistris inurere: sanos quidem homines a scribendo deterruit; nihil est enim in historia pura et inlustri brevitate dulcius. sed ad eos, si placet, qui vita excesserunt, revertamur.

Traduzione all'italiano


Allora Bruto: "Le sue orazioni mi piaccio no davvero molto; e ne ho lette parecchie; ha anche scritto dei memoriali sulle sue imprese". "E sono proprio molto pregevoli" dissi. "Sono infatti nudi, con una naturalezza schietta e piena di grazia: spogliati, come di una veste, di ogni ornamentazione stilistica. Ma, volendo mettere a disposizione di altri i materiali cui potesse attingere chi intendesse scrivere storia, ha fatto forse cosa gradita agli sciocchi, che vorranno arricciarli col calamistro; ma le persone ragionevoli, le ha scoraggiate dallo scrivere di ciò: infatti nella storia non c'è niente di più gradevole di una concisione pura e luminosa. Ma, se vi va, torniamo ai defunti.

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