Cicerone - Brutus - 260

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 260.

Versione originale in latino


Quidnam istuc est? inquit Brutus, aut quis est iste C. Rusius? Et ille: fuit accusator, inquit, vetus, quo accusante C. Hirtilium Sisenna defendens dixit quaedam eius sputatilica esse crimina. tum C. Rusius: 'circumvenior, inquit, iudices, nisi subvenitis. Sisenna quid dicat nescio; metuo insidias. sputatilica, quid est hoc? sputa quid sit scio, tilica nescio.' maxumi risus; sed ille tamen familiaris meus recte loqui putabat esse inusitate loqui.

Traduzione all'italiano


"Di che si tratta?" fece Bruto. "E chi è codesto Gaio Rusio?" E lui: "Era" disse "un inveterato accusatore; accusò Gaio Irtilio e Sisenna, che lo difendeva, disse che alcuni dei suoi capi d'imputazione erano sputatilica. E allora Gaio Rusio: "Sono in trappola, giudici," disse "se non venite in mio soccorso. Cosa dica Sisenna non lo so: temo un agguato. Sputatilica, che è mai ciò? So cosa sono sputatifica non lo so". Grandissime risate; ma tuttavia quel mio amico riteneva che parlare correttamente equivalesse a parlare in maniera inusitata.

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