Cicerone - Brutus - 252

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 252.

Versione originale in latino


Sed tamen, Brute, inquit Atticus, de Caesare et ipse ita iudico et de hoc huius generis acerrumo existimatore saepissume audio, illum omnium fere oratorum Latine loqui elegantissume; nec id solum domestica consuetudine ut dudum de Laeliorum et Muciorum familiis audiebamus, sed quamquam id quoque credo fuisse, tamen, ut esset perfecta illa bene loquendi laus, multis litteris et iis quidem reconditis et exquisitis summoque studio et diligentia est consecutus.

Traduzione all'italiano


"Comunque, Bruto," disse Attico "su Cesare io la penso così, e così sento dire molto spesso da costui che è critico acutissimo di questa materia: tra tutti gli oratori, è forse quello che parla il latino con più eleganza; e non solo in forza di una consuetudine domestica, come abbiamo sentito dire poco fa delle famiglie dei Lelio e dei Mucio sebbene io creda ci fosse anche questo, è stato tuttavia grazie ai vasti studi letterari, davvero ostici e di una minuziosa raffinatezza, e all'impegno grandissimo e scrupoloso, che egli è riuscito a portare a perfezione questo pregio del ben parlare.

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