Cicerone - Brutus - 243

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 243.

Versione originale in latino


His enim rebus infimo loco natus et honores et pecuniam et gratiam consecutus etiam in patronorum—sine doctrina, sine ingenio—aliquem numerum pervenerat. sed ut pugiles inexercitati, etiam si pugnos et plagas Olympiorum cupidi ferre possunt, solemt amen saepe ferre non possunt, sic ille cum omni iam fortuna prospere functus labores etiam magnos excepisset, illius iudicialis anni severitatem quasi solem non tulit.

Traduzione all'italiano


Con questo metodo, infatti, egli, che era di origini infime, riuscì a conseguire cariche, a far denaro e a procacciarsi influenza; privo com'era di cultura e di talento, riuscì anche a trovare un suo posto tra gli avvocati. Ma come i pugili privi di esercizio, anche se sanno sopportare i pugni e le percosse per ambizione di una vittoria olimpica, non riescono tuttavia a sopportare il sole, così lui, dopo aver ormai goduto di ogni buona fortuna e aver anche sostenuto grandi fatiche, non riuscì a sopportare - come se si fosse trattato della luce dei sole - la severità di quell'anno famoso della riforma giudiziaria".

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