Cicerone - Brutus - 234

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 234.

Versione originale in latino


Cn. autem Lentulus multo maiorem opinionem dicendi actione faciebat quam quanta in eo facultas erat; qui cum esset nec peracutus, quamquam et ex facie et ex voltu videbatur, nec abundans verbis, etsi fallebat in eo ipso, sic intervallis, exclamationib us, voce suavi et canora, admirando inridebat, calebat in agendo, ut ea quae derant non desiderarentur. ita tamquam Curio copia nonnulla verborum, nullo alio bono, tenuit oratorum locum.

Traduzione all'italiano


Gneo Lentulo grazie alla sua azione oratoria si procurava una reputazione di eloquenza molto superiore alle sue capacità. Non aveva particolare sagacia - sebbene lo facessero credere la fisionomia e l'espressione del suo volto -, né un'elocuzione abbondante - per quanto anche in questo riuscisse a ingannare; ma con le pause, le esclamazioni, con una voce gradevole e armoniosa, aveva tanto calore nell'azione, da non far sentire la mancanza delle qualità che non possedeva. Pertanto, come Curione tenne un posto tra gli oratori solo per una certa ricchezza di elocuzione, e per nessun altro pregio.

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