Cicerone - Brutus - 230

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 230.

Versione originale in latino


Sic Hortensius non cum suis aequalibus solum, sed et mea cum aetate et cum tua, Brute, et cum aliquanto superiore coniungitur, si quidem et Crasso vivo dicere solebat et magis iam etiam vigebat Antonio; et cum Philippo iam sene pro Cn. Pompei bonis di cens in illa causa, adulescens cum esset, princeps fuit et in eorum, quos in Sulpici aetate posui, numerum facile pervenerat et suos inter aequalis M. Pisonem M. Crassum Cn. Lentulum P. Lentulum Suram longe praestitit et me adulescentem nactus octo annis minorem, quam erat ipse, multos annos in studio eiusdem laudis exercuit et tecum simul, sicut ego pro multis, sic ille pro Appio Claudio dixit paulo ante mortem.

Traduzione all'italiano


Così Ortensio si collega non solo con i suoi coetanei, ma con la mia generazione e con la tua, Bruto, e anche con quella a lui alquanto precedente; tant'è vero che già soleva parlare quando Crasso era in vita, e aveva incominciato ad acquistare sempre maggiore rinomanza prima della morte di Antonio; che quando parlò insieme all'ormai vecchio Filippo in favore dei beni di Gneo Pompeo, in quella causa, per quanto fosse giovane, sostenne la parte principale; che agevolmente aveva trovato il suo posto nel novero di quelli che ho collocato nell'età di Sulpicio, che superò di gran lunga i suoi coetanei Marco Pisone, Marco Crasso, Gneo Lentulo e Publio Lentulo Sura; che mi incontrò quando ero giovane, di otto anni minore di lui, e per molti anni ha pungolato il mio ardore per un'identica gloria; e che ha collaborato con te, come ho fatto io in diversi patrocini," nella difesa di Appio Claudio, pronunciata poco prima della morte.

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