Cicerone - Brutus - 229

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 229.

Versione originale in latino


Is L. Crasso Q. Scaevola consulibus primum in foro dixit et apud hos ipsos quidem consules, et cum eorum qui adfuerunt tum ipsorum consulum, qui omnibus intellegentia anteibant, iudicio discessit probatus. undeviginti annos natus erat eo tempore, est autem L. Paullo C. Marcello consulibus mortuus: ex quo videmus eum in patronorum numero annos quattuor et quadraginta fuisse. hoc de oratore paulo post plura dicemus; hoc autem loco voluimus <eius> aetatem in disparem oratorum aetatem includere. quamquam id quidem omnibus usu venire necesse fuit, quibus paulo longior vita contigit, ut et cum multo maioribus natu, quam essent ipsi, et cum aliquanto minoribus compararentur. ut Accius isdem aedilibus ait se et Pacuvium docuisse fabulam, quom ille octoginta, ipse triginta annos natus esset.

Traduzione all'italiano


Egli parlò per la prima volta nel foro sotto il consolato di Lucio Crasso e di Quinto Scevola, e in presenza di questi stessi consoli; e ne uscì con i migliori apprezzamenti, a giudizio sia degli astanti, sia degli stessi consoli, che sopravanzavano tutti per competenza. Allora aveva diciannove anni, ed è morto sotto il consolato di Lucio Paullo e di Gaio Marcello; da ciò vediamo che egli fu per quarantaquattro anni nel novero degli avvocati. Di questo oratore dirò di più tra un po'; a questo punto, ho voluto collocare la sua vita tra generazioni diverse di oratori. Del resto, a tutti coloro ai quali tocca una vita di una certa lunghezza capita necessariamente di doversi confrontare con uomini molto più anziani e con uomini alquanto più giovani di loro. Accio asserisce che sia lui sia Pacuvio misero in scena una tragedia sotto gli stessi edili, quando quello aveva ottant'anni, ed egli ne aveva trenta.

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