Cicerone - Brutus - 218

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 218.

Versione originale in latino


Magna haec immemoris ingeni signa; sed nihil turpius quam quod etiam in scriptis obliviscebatur quid paulo ante posuisset: ut in eo libro, ubi se exeuntem e senatu et cum Pansa nostro et cum Curione filio conloquentem facit, cum senatum Caesar consul habuisset, omnisque ille sermo ductus <est> a percontatione fili quid in senatu esset actum. in quo multis verbis cum inveheretur in Caesarem Curio disputatioque esset inter eos, ut est consuetudo dialogorum, cum sermo esset institutus senatu misso, quem senatum Caesar consul habuisset, reprendit eas res, quas idem Caesar anno post et deinceps reliquis annis administravisset in Gallia.

Traduzione all'italiano


Questi sono segni cospicui di smemorataggine; ma la cosa più vergognosa era che anche nei suoi scritti si dimenticava di quanto aveva affermato poco prima: come in quel libro in cui si rappresenta nell'atto di uscire dal senato e di conversare col nostro Pansa e con Curione suo figlio. La riunione del senato era stata presieduta da Cesare console e tutta la conversazione muoveva da una domanda del figlio: di che cosa si era discusso in senato? Curione faceva una lunga invettiva contro Cesare, e, come è costume nei dialoghi, si svolgeva tra loro una discussione. Sebbene la conversazione iniziasse al termine di una seduta del senato presieduta da Cesare console, Curione biasimava l'attività di Cesare in qualità di governatore della Gallia nell'anno successivo e in quelli ancora di poi."

Trova ripetizioni online e lezioni private