Cicerone - Brutus - 204

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 204.

Versione originale in latino


O magnam, inquit, artem, Brutus: si quidem istis, cum summi essent oratores, duae res maxumae altera alteri defuit. Atque in his oratoribus illud animadvertendum est, posse esse summos qui inter se sint dissimiles. nihil enim tam dissimile quam Cotta Sulpicio, et uterque aequalibus suis plurimum praestitit. quare hoc doctoris intellegentis est videre, quo ferat natura sua quemque, et ea duce utentem sic instituere, ut Isocratem in acerrimo ingenio Theopompi et lenissimo Ephori dixisse traditum est, alteri se calcaria adhibere alteri frenos.

Traduzione all'italiano


"Che arte difficile," esclamò Bruto "se costoro, che pure furono oratori grandissimi, mancarono ciascuno di una delle due qualità più importanti! " "E a proposito di questi oratori, è il caso di osservare che possono essere sommi anche coloro che sono tra loro dissimili. Non poteva esserci diversità maggiore di quella tra Cotta e Sulpicio, eppure ambedue superarono di gran lunga i loro coetanei. Perciò è compito di un maestro avveduto di individuare la direzione in cui ciascuno è spinto dalle proprie disposizioni naturali, e avvalendosi della loro guida formarlo secondo il metodo seguito da Isocrate: si tramanda che, a proposito dell'indole vivacissima di Teopompo, e di quella estremamente flemmatica di Eforo, egli affermasse di usare con questo gli sproni, con quello il freno.

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