Cicerone - Brutus - 203

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 203.

Versione originale in latino


fuit enim Sulpicius omnium vel maxume, quos quidem ego audiverim, grandis et, ut ita dicam, tragicus orator. vox cum magna tum suavis et splendida; gestus et motus corporis ita venustus, ut tamen ad forum, non ad scaenam institutus videretur; incitata et volubilis nec ea redundans tamen nec circumfluens oratio. Crassum hic volebat imitari; Cotta malebat Antonium; sed ab hoc vis aberat Antoni, Crassi ab illo lepos.

Traduzione all'italiano


Infatti, tra tutti quelli che io ho ascoltato, Sulpicio fu l'oratore più grandioso, e, per così dire, tragico. La voce, potente, era anche armoniosa e limpida; gesti e movenze erano eleganti, ma di un'eleganza che appariva intonata al foro, non al teatro; l'eloquio era impetuoso e fluente, senza esser tuttavia né ridondante né straripante. Egli voleva imitare Crasso; Cotta preferiva imitare Antonio; ma a questo mancava il vigore di Antonio, a quello la finezza di Crasso".

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