Cicerone - Brutus - 202

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 202.

Versione originale in latino


sed cavenda est presso illi oratori inopia et ieiunitas, amplo autem inflatum et corruptum orationis genus. inveniebat igitur acute Cotta, dicebat pure ac solute; et ut ad infirmitatem laterum perscienter contentionem omnem remiserat, sic ad virium im becillitatem dicendi accommodabat genus. nihil erat in eius oratione nisi sincerum, nihil nisi siccum atque sanum; illudque maxumum quod, cum contentione orationis flectere animos iudicum vix posset nec omnino eo genere diceret, tractando tamen impellebat , ut idem facerent a se commoti quod a Sulpicio concitati.

Traduzione all'italiano


Ma l'oratore conciso deve guardarsi dalla povertà e dall'aridità, quello abbondante da uno stile gonfio e di cattivo gusto. Cotta aveva dunque acutezza nell'invenzione, e parlava in maniera pura e sciolta; e come per riguardo alla cagionevolezza dei polmoni aveva molto saggiamente allentato ogni sforzo violento, così sapeva adattare lo stile oratorio alla debolezza delle sue forze. Nella sua eloquenza non vi era niente che non fosse schietto, niente che non fosse asciutto e sano; la cosa più notevole era che, per quanto avesse scarsa capacità di piegare gli animi dei giudici con un'oratoria impetuosa, ed evitasse del tutto questo genere di eloquenza, sollecitandoli col suo tocco leggero sapeva tuttavia indurli agli stessi comportamenti di quando venivano violentemente eccitati da Sulpicìo.

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