Cicerone - Brutus - 20

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 20.

Versione originale in latino


Nunc vero, inquit, si es animo vacuo, expone nobis quod quaerimus. Quidnam est id? inquam. Quod mihi nuper in Tusculano inchoavisti de oratoribus: quando esse coepissent, qui etiam et quales fuissent. quem ego sermonem cum ad Brutum tuum vel nostrum potius detulissem, magnopere hic audire se velle dixit. itaque hunc elegimus diem, cum te sciremus esse vacuum. quare, si tibi est commodum, ede illa quae coeperas et Bruto et mihi.

Traduzione all'italiano


Ora però," disse "se non hai altri pensieri, esponici ciò che ti chiediamo." "E di che si tratta?" dissi. "Di quel discorso sugli oratori che poco tempo fa avevi iniziato a farmi in casa tua, a Tuscolo: quando ebbe inizio la loro attività, chi furono, e quali ne furono le peculiarità. Questo discorso io l'ho riferito al tuo -anzi, al nostro - Bruto; ed egli ha manifestato un vivo desiderio di ascoltarlo. Perciò abbiamo scelto questo giorno, in cui ti sapevamo libero. Dunque, se ti va, esponi, per Bruto e per me, quanto avevi incominciato."

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