Cicerone - Brutus - 2

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 2.

Versione originale in latino


Augebat etiam molestiam, quod magna sapientium civium bonorumque penuria vir egregius coniunctissimusque mecum consiliorum omnium societate alienissimo rei publicae tempore exstinctus et auctoritatis et prudentiae suae triste nobis desiderium reliquerat; dolebamque quod non, ut plerique putabant, adversarium aut obtrectatorem laudum mearum sed socium potius et consortem gloriosi laboris amiseram.

Traduzione all'italiano


Accresceva il mio cruccio il fatto che - in tanta penuria di cittadini saggi e buoni - quell'uomo insigne, e a me così legato da una piena comunanza di idee politiche, venuto a mancare in un momento di gravissima crisi dello stato,' ci aveva lasciato un doloroso rimpianto della sua autorità e della sua lungimirante accortezza; e mi rammaricavo per avere perduto non - come i più ritenevano - un avversario o un detrattore dei miei meriti, ma piuttosto un alleato compartecipe di una gloriosa fatica.

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