Cicerone - Brutus - 197

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 197.

Versione originale in latino


quam ille multa de auctoritate patris sui, qui semper ius illud esse defenderat? quam omnino multa de conservando iure civili? quae quidem omnia cum perite et scienter, item breviter et presse et satis ornate et pereleganter diceret, quis esset in pop ulo, qui aut exspectaret aut fieri posse quicquam melius putaret? at vero, ut contra Crassus ab adulescente delicato, qui in litore ambulans scalmum repperisset ob eamque rem aedificare navem concupivisset, exorsus est, similiter Scaevolam ex uno scalmo c aptionis centumvirale iudicium hereditatis effecisse: hoc in illo initio consecutus, multis eiusdem generis sententiis delectavit animosque omnium qui aderant in hilaritatem a severitate traduxit; quod est unum ex tribus quae dixi ab oratore effici debere. deinde hoc voluisse eum qui testamentum fecisset, hoc sensisse, quoquo modo filius non esset qui in suam tutelam veniret, sive non natus sive ante mortuus, Curius heres ut esset; ita scribere plerosque et id valere et valuisse semper. haec et multa eius modi dicens fidem faciebat; quod est ex tribus oratoris officiis alterum.

Traduzione all'italiano


Quante cose non disse sul l'autorità del proprio padre, il quale aveva sempre sostenuto il valore legale dei documenti scritti? e, in generale, sulla necessità di mantenere ben salde le norme del diritto civile? Diceva tutto ciò non solo con piena competenza, ma anche con brevità e sintetica precisione, in uno stile adorno a sufficienza, e assai raffinato: chi mai, del popolo, avrebbe potuto aspettarsi - o immaginare che si potesse fare - qualcosa di meglio? Ma quando Crasso, per la parte avversa, incominciò a raccontare di un giovincello capriccioso, che passeggiando sulla spiaggia aveva trovato uno scalmo, e per questo motivo era stato preso dalla voglia di costruire una nave; e così Scevola, col solo scalmo della possibile frode aveva imbastito una questione di eredità di fronte al tribunale centumvirale: "dilungandosi su questo paragone nel suo esordio," e con l'aggiunta di molte battute dello stesso genere, divertì tutti i presenti, e ne volse gli animi dalla serietà all'ilarità: e questo è uno dei tre effetti che l'oratore, come ho detto~ deve conseguire. Passò poi a sostenere che questa era stata la volontà, questa l'intenzione dell'autore del testamento: che Curio fosse erede, se in qualunque modo non vi fosse stato un figlio che avesse raggiunto l'età di uscire di tutela, sia perché non nato, sia perché morto in precedenza; così scriveva la maggior parte della gente, e ciò era valido ed era sempre stato considerato valido. Esponendo queste e altre considerazioni dello stesso tenore, riusciva a convincere; e questo è il secondo dei tre compiti dell'oratore.

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