Cicerone - Brutus - 186

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 186.

Versione originale in latino


an censes, dum illi viguerunt quos ante dixi, non eosdem gradus oratorum volgi iudicio et doctorum fuisse? de populo si quem ita rogavisses: quis est in hac civitate eloquentissimus? in Antonio et Crasso aut dubitaret aut hunc alius, illum alius dicer et. nemone Philippum, tam suavem oratorem tam gravem tam facetum his anteferret, quem nosmet ipsi, qui haec arte aliqua volumus expendere, proximum illis fuisse diximus? nemo profecto; id enim ipsum est summi oratoris summum oratorem populo videri.

Traduzione all'italiano


0 credi che al tempo in cui fiorirono quelli di cui ho parlato prima, la gerarchia degli oratori non fosse la stessa per il giudizio del volgo e per quello dei competenti? Se avessi chiesto a uno del popolo: "Chi è il più eloquente in questa città? Chi avrebbe esitato tra Antonio e Crasso, oppure chi avrebbe detto questo e chi quello. Ci sarebbe stato qualcuno che avrebbe loro anteposto Filippo, oratore tanto piacevole, tanto solenne, tanto faceto - e io stesso, che intendo valutare di ciò in base a dei principi teorici, l'ho definito il più vicino a loro -? Non ci sarebbe stato di certo; infatti è privilegio del sommo oratore di apparire sommo oratore al popolo.

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