Cicerone - Brutus - 184

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 184.

Versione originale in latino


An tu, inquit, id laboras, si huic modo Bruto probaturus es? Plane, inquam, Attice, disputationem hanc de oratore probando aut improbando multo malim tibi et Bruto placere, eloquentiam autem meam populo probari velim. et enim necesse est, qui ita dicat ut a multitudine probetur, eundem doctis probari. nam quid in dicendo rectum sit aut pravum ego iudicabo, si modo is sum qui id possim aut sciam iudicare; qualis vero sit orator ex eo, quod is dicendo efficiet, poterit intellegi.

Traduzione all'italiano


"E tu te ne preoccupi?" disse. "Non ti basta riuscire a convincere questo qui, Bruto?" "t ovvio, Attico," dissi "che preferirei di gran lunga che questa discussione sui criteri coi quali giudicare - favorevolmente o meno - un oratore, ottenesse il consenso tuo e di Bruto; ma la mia eloquenza, vorrei che incontrasse l'approvazione del popolo. Infatti, chi parla in modo da incontrare l'approvazione della moltitudine, necessariamente incontra anche quella dei competenti. Quel che c'è di buono o di cattivo in un discorso lo giudicherò io, purché io sia tale da potere o da sapere giudicare di ciò; ma la qualità dell'oratore, la si potrà intendere dai risultati che egli consegue con la sua parola.

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