Cicerone - Brutus - 182

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 182.

Versione originale in latino


volo enim sciri in tanta et tam vetere re publica maxumis praemiis eloquentiae propositis omnes cupisse dicere, non plurumos ausos esse, potuisse paucos. ego tamen ita de uno quoque dicam, ut intellegi possit quem existimem clamatorem, quem oratorem f uisse. isdem fere temporibus aetate inferiores paulo quam Iulius sed aequales propemodum fuerunt C. Cotta P. Sulpicius Q. Varius Cn. Pomponius C. Curio L. Fufius M. Drusus P. Antistius; nec ulla aetate uberior oratorum fetus fuit.

Traduzione all'italiano


182 Voglio infatti che si sappia che in uno stato così potente e così antico, dove l'eloquenza ha sempre goduto dei più grandi riconoscimenti, tutti hanno desiderato parlare, non moltissimi si sono azzardati a farlo, pochi ne sono stati capaci. Di ciascuno, tuttavia, parlerò in modo da far comprendere chi, secondo me, si è limitato a far schiamazzo, e chi è stato invece un vero oratore. All'incirca nello stesso periodo, un po' più giovani di Giulio, ma pressappoco tra loro coetanei, furono Gaio Cotta, Publio Sulpicio, Quinto Vario, Gneo Pomponio, Gaio Curione, Lucio Fufio, Marco Druso, Publio Antistio;" nessuna epoca fu più fertile di oratori.

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