Cicerone - Brutus - 179

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 179.

Versione originale in latino


cuius auditor P. Orbius meus fere aequalis in dicendo non nimis exercitatus, in iure autem civili non inferior quam magister fuit. nam T. Aufidius, qui vixit ad summam senectutem, volebat esse similis horum eratque et bonus vir et innocens, sed dicebat parum; nec sane plus frater eius M. Vergilius, qui tribunus plebis L. Sullae imperatori diem dixit. eius collega P. Magius in dicendo paulo tamen copiosior.

Traduzione all'italiano


Il suo allievo Publio Orbio, all'incirca mio coetaneo, non aveva grande pratica di eloquenza, ma nel diritto civile non fu inferiore al maestro. Quanto a Tito Aufidio, che visse fino all'estrema vecchiaia, voleva essere simile a costoro, ed era un uomo onesto e irreprensibile, ma parlava poco; né parlava di più suo fratello Marco Virgilio, che quand'era tribuno della plebe citò in giudizio Lucio Silla, allora investito di un comando militare. Il suo collega Publio Magio aveva tuttavia un eloquio un po' più ricco.

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