Cicerone - Brutus - 178

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 178.

Versione originale in latino


eius aequalis P. Cethegus, cui de re publica satis suppeditabat oratio—totam enim tenebat eam penitusque cognoverat; itaque in senatu consularium auctoritatem adsequebatur —; sed in causis publicis nihil, privatis satis veterator videbatur. erat in privatis causis Q. Lucretius Vispillo et acutus et iuris peritus; nam Afella contionibus aptior quam iudiciis. prudens etiam T. Annius Velina et in eius generis causis orator sane tolerabilis. in eodem genere causarum multum erat T. Iuventius nimis ille q uidem lentus in dicendo et paene frigidus, sed et callidus et in capiendo adversario versutus et praeterea nec indoctus et magna cum iuris civilis intellegentia.

Traduzione all'italiano


Fu suo coetaneo Publio Cetego che aveva una discreta capacità di parola sugli affari dello stato - infatti ne aveva piena competenza per averli studiati a fondo; pertanto in senato godeva dell'autorità dei consolari -; ma nelle cause penali non valeva nulla, in quelle private appariva un buon praticone. Era acuto ed esperto di diritto nelle cause private Quinto Lucrezio Vispillone; Afella, invece, era più adatto alle assemblee popolari che ai tribunali. Giuridicamente competente era anche Tito Annio della tribù Velina, un oratore senz'altro passabile nelle cause di questo tipo. Nello stesso tipo di cause aveva gran parte Tito Giovenzio, troppo lento e riflessivo nel parlare, quasi freddo, ma astuto e destro nel mettere nel sacco l'avversario, e inoltre non privo di cultura, e con una grande competenza di diritto civile.

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