Cicerone - Brutus - 17

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 17.

Versione originale in latino


Tum ille: ego vero et exspectabo ea quae polliceris, nec exigam nisi tuo commodo et erunt mihi pergrata, si solveris. Mihi quoque, inquit Brutus, [et] exspectanda sunt ea quae Attico polliceris, etsi fortasse ego a te huius voluntarius procurator petam, quod ipse, cui debes, incommodo exacturum negat.

Traduzione all'italiano


E lui: "lo aspetterò ciò che prometti, e non riscuoterò se non a tuo agio; il tuo sdebitarti mi sarà graditissimo". "Anch'io" fece Bruto "devo attendere ciò che prometti ad Attico; sebbene forse io, facendomi pro curatore volontario di costui, ti richiederò ciò che il tuo creditore afferma di non voler esigere con tuo incomodo."

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