Cicerone - Brutus - 152

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 152.

Versione originale in latino


Hic Brutus: ain tu? inquit: etiamne Q. Scaevolae Servium nostrum anteponis? Sic enim, inquam, Brute, existumo, iuris civilis magnum usum et apud Scaevolam et apud multos fuisse, artem in hoc uno; quod numquam effecisset ipsius iuris scientia, nisi eam praeterea didicisset artem, quae doceret rem universam tribuere in partes, latentem explicare definiendo, obscuram explanare interpretando, ambigua primum videre, deinde distinguere, postremo habere regulam, qua vera et falsa iudicarentur et quae quibus propositis essent quaeque non essent consequentia.

Traduzione all'italiano


E Bruto: "Sul serio?" disse "anche a Quinto Scevola tu anteponi il nostro Servio?". "Questa, Bruto," dissi "è infatti la mia convinzione: in Scevola e in parecchi altri c'era una grande pratica del diritto civile, ma solo costui ne possiede la conoscenza teorica; cosa che mai avrebbe conseguito con il solo sapere giuridico, se non avesse inoltre appreso quella disciplina, che insegna a suddividere in parti l'intera materia, a chiarire con la definizione le idee la tenti, a spiegare con l'interpretazione le oscurità; e le ambiguità, dapprima a individuarle, poi a distinguerle, e infine ad avere un criterio in base al quale giudicare il vero e il falso, e stabilire quali conseguenze seguano o meno da determinate premesse.

Trova ripetizioni online e lezioni private