Cicerone - Brutus - 151

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 151.

Versione originale in latino


Et ego: de me, inquam, dicere nihil est necesse; de Servio autem et tu probe dicis et ego dicam quod sentio. non enim facile quem dixerim plus studi quam illum et ad dicendum et ad omnes bonarum rerum disciplinas adhibuisse. nam et in isdem exercitationibus ineunte aetate fuimus et postea una Rhodum ille etiam profectus est, quo melior esset et doctior; et inde ut rediit, videtur mihi in secunda arte primus esse maluisse quam in prima secundus. atque haud scio an par principibus esse potuisset; sed fortasse maluit, id quod est adeptus, longe omnium non eiusdem modo aetatis sed eorum etiam qui fuissent in iure civili esse princeps.

Traduzione all'italiano


E io: "Di me" dissi "non c'è bisogno di parlare; di Servio, piuttosto, tu dici bene, e io ti dirò il mio pensiero. Avrei infatti difficoltà a indicare uno che si sia applicato con maggior impegno all'eloquenza e allo studio di tutte le buone arti. Da ragazzi ci sottoponemmo agli stessi esercizi; poi anche lui partì insieme con me per Rodi, per divenire più valente e più colto; al suo ritorno di là, mi sembra che abbia preferito esser primo nella seconda tra le arti, piuttosto che secondo nella prima. E non so se avrebbe potuto esser pari ai più grandi oratori; ma forse ha preferito - cosa che del resto ha ottenuto - essere di gran lunga il più grande nel diritto civile, non solo tra i suoi contemporanei, ma anche fra quanti erano venuti prima di lui".

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