Cicerone - Brutus - 145

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 145.

Versione originale in latino


Ita enim multa tum contra scriptum pro aequo et bono dixit, ut hominem acutissimum Q. Scaevolam et in iure, in quo illa causa vertebatur, paratissimum obrueret argumentorum exemplorumque copia; atque ita tum ab his patronis aequalibus et iam consularibus causa illa dicta est, cum uterque ex contraria parte ius civile defenderet, ut eloquentium iuris peritissimus Crassus, iuris peritorum eloquentissimus Scaevola putaretur. qui quidem cum peracutus esset ad excogitandum quid in iure aut in aequo verum aut esset aut non esset, tum verbis erat ad rem cum summa brevitate mirabiliter aptus.

Traduzione all'italiano


Trovò infatti tante cose da dire contro la lettera della legge, in favore dell'equità e della giustizia, da schiacciare con la massa degli argomenti e degli esempi un uomo come Quinto Scevola, acutissimo e preparatissimo nelle questioni giuridiche, sulle quali quella causa verteva. Da questi avvocati coetanei, e già consolari - essi difendevano ambedue il diritto civile, ma ciascuno da un contrario punto di vista quel processo venne affrontato in maniera tale, che Crasso si acquistò fama di essere il più esperto in diritto tra gli uomini eloquenti, Scevola il più eloquente tra gli esperti di diritto. Quest'ultimo, oltre ad avere un'eccezionale perspicacia nel distinguere il vero dal falso nel diritto o nell'equità - sapeva inoltre mirabilmente adattare le parole all'argomento, con grande concisione.

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