Cicerone - Brutus - 142

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 142.

Versione originale in latino


Habebat enim flebile quiddam in questionibus aptumque cum ad fidem faciendam tum ad misericordiam commovendam: ut verum videretur in hoc illud, quod Demosthenem ferunt ei, qui quaesivisset quid primum esset in dicendo, actionem, quid secundum, idem et idem tertium respondisse. nulla res magis penetrat in animos eosque fingit format flectit, talesque oratores videri facit, quales ipsi se videri volunt.

Traduzione all'italiano


Aveva infatti qualcosa di lamentoso nei passaggi patetici, adatto sia a ispirare fiducia sia a suscitare pietà: tanto che per lui appariva vero quel che si racconta di Demostene : a uno che gli chiedeva cosa veniva al primo posto nell'eloquenza, avrebbe risposto "Tazione"; cosa veniva al secondo posto, lo stesso; e cosa veniva al terzo posto, ancora lo stesso. Niente penetra maggiormente negli animi, li foggia, li forma, li piega, e fa sì che gli oratori appaiano tali, quali essi stessi vogliono apparire.

Trova ripetizioni online e lezioni private