Cicerone - Brutus - 133

Testo latino e traduzione versione da Cicerone, Brutus, 133.

Versione originale in latino


Tum Brutus: mihi quidem, inquit, nec iste notus est nec illi; sed haec mea culpa est, numquam enim in manus inciderunt. nunc autem et a te sumam et conquiram ista posthac curiosius. Fuit igitur in Catulo sermo Latinus; quae laus dicendi non mediocris ab oratoribus plerisque neglecta est. nam de sono vocis et suavitate appellandarum litterarum, quoniam filium cognovisti, noli exspectare quid dicam. quamquam filius quidem non fuit in oratorum numero; sed non deerat ei tamen in sententia dicenda cum prudentia tum elegans quoddam et eruditum orationis genus.

Traduzione all'italiano


E allora Bruto: "Io in verità non conosco né questo libro, né quelli;" disse "ma è colpa mia, perché non mi sono mai capitati tra le mani. Ora me li farò prestare da te, e d'ora in poi ricercherò con più interesse opere del genere"."Catulo parlava dunque un latino puro; un pregio non da poco nell'eloquenza, ma trascurato dalla maggior parte degli oratori. Quanto all'intonazione della voce, e alla sua gradevole pronuncia, tu che hai conosciuto suo figlio," non aspettarti che io te ne parli. Per quanto il figlio non venisse annoverato tra i veri oratori; ma tuttavia non gli mancavano, quando si trovava a dare il suo parere in senato, né il discernimento né un modo di esprimersi elegante e colto.

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